I Territori

Cossyra

Pantelleria, un paradiso terrestre sospeso tra la Sicilia e la Tunisia, una terra meravigliosa dalle bellezze naturali e le atmosfere suggestive, natura selvaggia e dirompente.

Generata dall’eruzione di un vulcano sottomarino, venne chiamata Cossyra dai greci. Scogliere di pietra lavica a picco sul mare, faraglioni, muri a secco, dammusi, fichi d'india, coltivazioni di capperi dall'aroma intenso e non ultimo l’alberello pantesco, patrimonio Unesco: le uve di Zibibbo ricavate da questi vigneti, unici al mondo, rappresentano la materia prima per la vinificazione del pregiato Passito di Pantelleria.  

Cossyra
Pantelleria

L'attività vulcanica che un tempo era notevole oggi si manifesta attraverso diverse sorgenti termali, saune naturali e vapori che fuoriescono dalle rocce.

Chi ama la natura visiterà Pantelleria in aprile e maggio, per ammirare campi e prati simili a una tavolozza di colori messi in risalto dal nero della roccia lavica; nel resto dell’anno palme e cactus ricordano che non si è poi così distanti dai Tropici. Ma siamo anche a sei ore di navigazione dalla costa sud occidentale Siciliana, dove i vigneti di Mandrarossa si estendono lussureggianti su colline che guardano il mare.

Da queste colline, grazie ad un suggestivo fenomeno di rifrazione della luce, nelle giornate di cielo terso le tre punte di Pantelleria compaiono quasi magicamente all’orizzonte. Quasi un richiamo per Mandrarossa ad attraversare il mare e sperimentare nuovi progetti in questa isola sospesa nel tempo, nota al mondo per il seducente passito generato dalle uve native di Zibibbo.

Pantelleria
Pantelleria

In Contrada Karuscia, sul versante interno dell’isola esposto a nord-est, una posizione perfetta grazie ai venti freschi che nel periodo estivo contribuiscono ad alleviare dalla calura delle giornate più afose, sono stati selezionati due ettari di questo vitigno.
Nascerà un vino seducente, profumato ed intenso, interpretazione contemporanea di quell’ “oro giallo di Pantelleria” che incantò i Cartaginesi nel al loro arrivo nell’isola nel 200 a.c.