Nasce Mandrarossa Serapias, il Passito di Pantelleria Mandrarossa che prende il nome dall’orchidea pantesca
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Nasce Mandrarossa Serapias, il Passito di Pantelleria Mandrarossa che prende il nome dall’orchidea pantesca

Da circa 2 ettari di Zibibbo e da una selezione di uve provenienti da tre diverse contrade nasce il Passito Mandrarossa secondo natura 

       Dopo essere approdata alle pendici dell’Etna, Mandrarossa attraversa il mare per sperimentare nuovi progetti. Il viaggio alla scoperta della “Sicilia che non ti aspetti”, quella Sicilia del vino ancora da sperimentare e raccontare, approda a Pantelleria, l’isola nota al mondo per la produzione del Passito, il vino seducente, profumato e intenso, generato dalle uve autoctone di Zibibbo, interpretazione contemporanea di quell’ “oro giallo” che incantò i Cartaginesi al loro arrivo sull’isola nel 200 a.C.

       Quasi un richiamo per Mandrarossa l’arrivo in questa isola sospesa nel tempo, distante sei ore di navigazione dai vigneti che sorgono nel Menfishire, le colline della costa sud-occidentale della Sicilia, dove il viaggio di Mandrarossa ha avuto inizio nel 1999. Da qui, grazie ad un suggestivo fenomeno di rifrazione della luce, nelle giornate di cielo terso, si vedono quasi magicamente all’orizzonte le tre vette di Pantelleria, isola magica, immersa nel mediterraneo, tripudio di scogliere di pietra lavica a picco sul mare, faraglioni, muri a secco, dammusi, fichi d'india, coltivazioni di capperi e del celeberrimo Zibibbo, l’alberello dichiarato patrimonio UNESCO.

       Sull’isola, dalla bellezza selvaggia e dirompente, che i greci chiamavano Cossyra, generata dall’eruzione di un vulcano sottomarino, Mandrarossa coltiva circa 2 ettari di Zibibbo. Il Mandrarossa Serapias Passito di Pantelleria DOC è prodotto da una selezione di uve provenienti da tre contrade: la prima è Contrada Bukkuram, a ovest dell’isola, che sorge su un piccolo altopiano ricco di vigneti coltivati ad alberello che degradano sul mare; Piana della Ghirlanda, una distesa di vigneti che ricopre quella che 50 mila anni fa era la caldera del vulcano e, infine, Monastero, la zona più vitata dell’isola nella splendida valle delimitata dal bordo della caldera di Zighidì, esposta a sud-ovest.

 

Serapias: la storia ritrovata di una di un’orchidea unica

       Da questi vigneti e da terroir così tipici e speciali nasce un Passito secondo natura. Nasce Mandrarossa Serapias, il Passito di Pantelleria DOC, che porta il nome dell’orchidea pantesca, una specie endemica isolana, proprio come la tipica vite ad alberello da cui prende vita questo vino così esclusivo. Un fiore leggiadro che nasce nelle terre vulcaniche dell’isola, esclusivamente nello spazio di due ettari a ridosso di Montagna Grande.

       L’Orchidea Serapias Cossyrensis vive solo lì, in quell’isola ventosa nel cuore del Mediterraneo. Fiorisce ogni anno tra marzo ed aprile ed ha intense sfumature rosa antico e violacee. Nella pienezza della sua fioritura, riesce a generare fino a 12 splendidi bulbi e condivide la pace di quei luoghi remoti con i fiori selvatici, l’elicriso rupestre, i capperi. Il suo profumo, portato dalle brezze marine, volando sulle colline si intreccia con i sentori inebrianti del maturo Zibibbo che, come lei, esprime la forza di quella terra, di quel sole e di quell’energia minerale e le restituisce con grazia e raffinata eleganza.
 

L’etichetta

       La nuova elegante etichetta appartiene alla linea delle Storie Ritrovate ed è illustrata, attraverso una rappresentazione stilizzata dell’orchidea pantesca, dall’artista triestina Nancy Rossit che, dopo i Vini di Contrada e i Vini dell’Etna, torna a dare colori e forme al progetto Mandrarossa delle Storie Ritrovate, il progetto di Mandrarossa nato con l’obiettivo di produrre vini da uve autoctone siciliane in purezza, che raccontino la vera essenza dei territori in cui nascono.

       L’illustrazione di Nancy Rossit, racconta visivamente l’espressione di tutta la bellezza e luminosità delle orchidee dai petali rosa antico e dalle venature violacee. Racconta l’unicità di questo fiore che è anche quella del Serapias, il passito di Mandrarossa.

 

Un Passito secondo natura

       L’epoca di vendemmia è quella della quarta settimana di agosto. Le uve vengono raccolte manualmente in cassette, una parte viene posta ad appassire per circa 20/22 giorni, successivamente l'uva passa viene aggiunta al mosto in fermentazione proveniente dalle uve fresche; la fermentazione avviene in serbatoi di acciaio a 16/18° C. Il vino viene fatto affinare per circa 10 mesi in silos di acciaio e per tre mesi circa in bottiglia.

       Da questo processo, scandito dal tempo e condotto da Mandrarossa secondo tradizione e natura, nasce un passito dal colore giallo dorato, che profuma di agrumi, rose, gelsomino ed uva passa.

      Il Mandrarossa Serapias Passito di Pantelleria DOC 2019 è disponibile sul mercato a da Ottobre 2020. Il numero di bottiglie è di circa 6.000 unità; la vinificazione e l’imbottigliamento, effettuati presso l’azienda partner, Cantine Minardi di Pantelleria, sono seguiti da Mimmo De Gregorio e del team di enologi aziendali di Mandrarossa, con la consulenza di Alberto Antonini.

 

Note di degustazione

        Il vino presenta una buona gradazione alcolica e una decisa mineralità, che deriva dalle origini vulcaniche dei terreni panteschi.

        In bocca è pieno e tondo, con sapori minerali e dolci. Al gusto ha un’impronta di pietra focaia. Il finale è lungo ed estremamente persistente. Si abbina perfettamente ai dolci a base di mandorle o ricotta ed ai formaggi piccanti ed è la conclusione più sublime di un convivio perfetto. Per ogni ulteriore info v. la scheda tecnica.

 

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